Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d'animo, gran parte della storia è incisa nei sensi. E cose di nessuna importanza, insostituibili, ritornano così all'improvviso, in un caffè d'inverno.
COSA SONO LE COOPERATIVE SOCIALI
Le Cooperative sociali sono delle imprese cooperative che perseguono l’interesse della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini. Raggiungono questi
scopi attraverso la gestione di servizi sociali ed educativi o inserendo nel mondo del lavoro soggetti svantaggiati. In questi anni le Cooperative sociali sono cresciute per quantità e qualità ed oggi danno lavoro nella nostra regione a circa 9 mila persone, gestendo una buona parte dei servizi sociali regionali e inserendo nel lavoro migliaia di disabili, ex utenti psichiatrici, ecc.
COSA RISCHIANO LE COOPERATIVE SOCIALI E I PROPRI SOCI-LAVORATORI
1. PESANTI TAGLI DALLA FINANZIARIA REGIONALE
Le politiche delle Amministrazioni regionali che in questi anni si sono succedute, sia di centro-sinistra che di centro-destra, hanno favorito la crescita di questo importante settore, ritenendo che il loro consolidamento e sviluppo fosse utile a tutti i cittadini della nostra Regione.
In questi ultimi tempi dobbiamo però registrare da una parte una crescente difficoltà di confronto con l’Amministrazione regionale dovuta anche al fatto che dobbiamo rapportarci con 6 diversi Assessori, dall’altra poiché – inseriti nel Bilancio delle attività produttive – constatiamo come la finanziaria regionale in discussione in questi giorni preveda un taglio alle Cooperative Sociali del 43% dei già contenuti finanziamenti che sono stati concessi negli anni precedenti. Ci troviamo quindi nella situazione paradossale che, mentre la Giunta Tondo ha lodevolmente mantenuto intatto il finanziamento per il Sociale, la Cooperazione Sociale che è un pezzo determinante di questo settore viene pesantemente colpita.
2. APPALTI CHE NON PREMIANO LA QUALITÀ
Allo stesso tempo assistiamo sempre più frequentemente ad amministrazione pubbliche (le Cooperative Sociali in stragrande maggioranza acquisiscono le proprie attività attraverso gare d’appalto con Comuni, Aziende sanitarie, ecc.), che riducono sempre di più le basi d’asta, spesso non permettendo nemmeno a coprire il semplice costo del lavoro, in alcuni casi tentando di assegnare i servizi al massimo ribasso, o aggirando la normativa regionale che premia la qualità.
3. LEGITTIME RICHIESTE SALARIALI MA NON SOSTENUTE DA UN ADEGUAMENTO DEI PREZZI
Le paghe dei nostri soci-lavoratori sono più basse dei dipendenti pubblici, e giustamente, ad ogni scadenza del contratto di lavoro ci vengono richiesti consistenti aumenti economici: siamo d’accordo ma in una situazione in cui non siamo in grado di richiedere la revisione dei prezzi, unitamente ai due punti descritti precedentemente… RISCHIAMO LA CRISI GENERALIZZATA DEL SETTORE
In questo caso molte delle cooperative sarebbero costrette a dichiarare una crisi aziendale con riduzioni della retribuzione e possibili licenziamenti.
COSA RISCHIANO LE FAMIGLIE
Alle famiglie che hanno un genitore in Casa di Riposo, un bambino in asilo nido, un parente in domicilio assistito dai servizi sociali, un diversamente abile assistito in un Centro, tutte le famiglie che in questi anni hanno visto qualche loro caro inserito al lavoro dopo avere trovato tutte le porte chiuse, sappiate che il più delle volte questo è stato fatto dalla Cooperazione Sociale. Una Cooperazione sociale debole, costretta alla crisi, comporterebbe una minore qualità nei servizi e nelle opportunità di lavoro MENO RISORSE E REGOLE PER LA COOPERAZIONE SOCIALE SIGNIFICA MENO RISORSE PER TUTTA LA COMUNITÀ.
LA NOSTRA COOPERATIVA
FAI in questi anni ha saputo coniugare crescita e qualità dei servizi e nel rapporto con i soci, ha sempre applicato i Contratti nazionali di lavoro prevedendo altresì trattamenti migliorativi, dispone inoltre di una buona organizzazione e i soci partecipano attivamente, con il proprio lavoro, alla vita della cooperativa. FAI ha incrementato il proprio patrimonio attraverso un’oculata gestione economica e l’accantonamento di riserve. La cooperativa è quindi solida e pronta a far fronte all’immediato futuro.
Ciononostante una crisi protratta e di ampie dimensioni coinvolgerebbe anche la nostra cooperativa.
Invitiamo quindi tutti i soci-lavoratori e i cittadini a partecipare alla manifestazione di martedì 15 dicembre a Piazza Oberdan a Trieste davanti alla sede del Consiglio Regionale a partire dalle ore 9:00 e almeno per tutta la mattinata organizzata da Legacoop sociali, CCI - Federsolidarietà e AGCI Solidarietà.
I Soci-lavoratori che nella giornata non sono in servizio possono prendere accordi con il proprio coordinatore, VENGONO RIMBORSATE LE SPESE DI TRASFERTA E PAGATE 6 ORE LAVORATIVE (se presenti a Trieste tutta la mattina).